Itinerario in Albania per chi si annoia facilmente

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L’Albania è uno dei paesi più sottovalutati che io abbia mai visitato e uno dei miei luoghi del cuore. Nonostante la sua estensione piuttosto ridotta, ha tutto ciò che si possa desiderare: storia, mare, montagna, lago, castelli, cibo, cultura e tradizioni ricchissime, gente ospitale.

Non per romanticizzare un posto che sicuramente ha profonde disuguaglianze e gli strascichi di una dittatura che ha messo in ginocchio il paese, ma da esploratrice ha il fascino di una destinazione ancora non diventata mainstream. Ecco un’idea di itinerario in Albania per chi vuole avere un assaggio di tutto.

Itinerario in Albania per gente che si annoia facilmente

Skhodër e il lago Skadar

fortezza shkoder

Shkodër o Shkodra o Scutari è una città di circa 140.000 abitanti al confine settentrionale dell’Albania sulle rive del lago Skadar, che condivide con il Montenegro. È un luogo vivace e allo stesso tempo molto vivibile, che si gira tranquillamente a piedi o ancora meglio in bicicletta. Il sole delle 5 di mattina fa risaltare i colori della vernice un po’ scrostata dal tempo dei palazzi, mentre il richiamo alla preghiera della moschea sveglierà presto anche i più bradipi.

Passeggia per le due vie pedonali del centro, pieno di ristoranti e caffè, noleggia una bici e arriva sulle spiagge lacustri di Shirokë o Zogaj, quasi al confine con il Montenegro oltrepassando lo storico ponte Bunës. Al tramonto sali fino alla fortezza che sorveglia con occhio vigile la città dall’alto, la troverai sola e avvolta in una luce infuocata. Se sei fortunatə, accanto alla biglietteria il suonatore di fisarmonica con il cappello del raduno degli alpini ti dedicherà persino una serenata. Se la storia ti incuriosisce e ti appassiona, la vera chicca è il Museo della Memoria: un sito che nella prima parte spiega con parole e immagini i 50 anni di dittatura comunista di Enver Hoxha e poi ti permette di accedere a quella che era la prigione in cui venivano rinchiusi i dissidenti. Camminare quasi al buio tra le celle è qualcosa di agghiacciante, ma ne vale assolutamente la pena per capire un po’ meglio la storia dell’Albania passata e presente.

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Le alpi albanesi

Skhodër è anche l’unica via di accesso alle alpi albanesi, con i loro paesaggi da cartolina e un silenzio che fa da megafono alla natura. Il tempo scorre in modo diverso nei villaggi di montagna: è il tempo della luce, di mucche, pecore, galline, è il tempo dell’ascolto e dello scorrere del fiume, è il tempo del buio vero e delle stelle.

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Le montagne sono accessibili solo durante la stagione estiva e in macchina si può arrivare per la polverosa via che conduce a Theth. Se sei appiedatə, ancora meglio! Un bus ti porterà fino a Koman, dove la strada si interrompe dentro a una galleria. Da lì si prende un traghetto che naviga sul lago di Komani fino a Fierzë, dove un altro bus ti porterà fino a Valbona o eventuali villaggi vicini. Per arrivare a Theth da lì dovrai valicare il passo in una camminata piuttosto agevole di circa 4-7 ore.

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Sia a Valbona che a Theth c’è la possibilità di fare varie escursioni di varie difficoltà tra monti, cascate, pozzi d’acqua cristallina. Le guesthouse in entrambi i centri abitati sono spesso stanze a casa di famiglie locali, dove si ha la possibilità di interagire a gesti con la nonnina ortodossa, o con la ragazzina che probabilmente parla italiano, condividere i pasti o aiutarli nell’orto, o semplicemente osservare uno spaccato di vita rurale rimasta ferma nel tempo (ma con la connessione a internet).

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Tirana

Ho sempre trattato Tirana un po’ come una destinazione di passaggio, senza prendermi il tempo di conoscerla davvero, ma alla prima impressione non mi ha entusiasmato. Retaggio più evidente della sanguinosa storia di comunismo imperante di pochi anni fa, mi ha dato un’impressione generale di grigiore, ma non escludo una nuova visita in futuro per ricredermi. In ogni caso tutte le strade portano a Tirana e sicuramente ti toccherà passarci. La stazione degli autobus è a qualche chilometro dal centro, il che rende un po’ scomoda la visita estemporanea se si hanno bagagli ingombranti. Se hai tempo fermati una notte o due, ma se hai i tempi stretti, secondo è meglio dar spazio alla natura.

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Durazzo

Tappa obbligatoria solo per chi arriva o riparte in traghetto, per tutti gli altri è assolutamente evitabile. Spenta e senza segni particolari reali, a parte una bella piazza con moschea rinnovata di recente, è una città un po’ insipida senza infamia e senza lode. Come disclaimer, è bene dire che l’umana è stata malissimo per un virus intestinale per la maggior parte del nostro soggiorno, quindi quello potrebbe aver influito sulla percezione generale (ma solo fino a un certo punto).

Berat

Berat è una piccola gemma di case bianche incastonate sul fianco della montagna, che osservano il fiume come una platea disordinata e allo stesso tempo armonica di occhi curiosi sotto un cappello di tegole. Sulla cima del pendio, a vegliare sul sudditame, c’è la fortezza, che si raggiunge passando per un’intricata rete di vicoli ombreggiati da alberi.

Ho amato Berat perché nella sua compattezza ha uno spazio per tutt3: per chi vuole passeggiare lungo il fiume, per chi vuole bersi un caffè ascoltando il ciacolare delle persone sul viale principale, per chi vuole giocare a nascondino tra i vicoli della città alta alla ricerca di scorci poetici tra i tetti, per chi vuole avventurarsi tra le mura del castello, le chiesette ortodosse di mattoni rossi, i tunnel sconnessi.

Raramente in questo blog si parla di cibo perché non siamo tipe da ristorante, ma a Berat siamo state a mangiare da Lili, una delle esperienze di ristorazione più accoglienti della mia vita. Lili ti invita nel suo cortile, dove ha solo 4-5 tavoli, ti accoglie come se fossi parte della famiglia e spiega a ogni tavolo l’intero menù. Tutto il cibo è preparato da sua moglie al momento ed è delizioso. Se dovessi scegliere una persona che incarna lo spirito dell’ospitalità genuina sarebbe senza dubbio Lili. E come regalo di arrivederci, uno shottino di raki per il buon umore 🙂

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Korçë

Korçë o Corizza non ha tutto il fascino di Berat o Gjirokastër, ma forse solo perché non ho avuto il tempo di esplorarla a fondo con il cuore aperto. Vale la pena fermarsi per una passeggiata serale per il centro, tra le stradine illuminate da lampadine e cestini di vimini appesi.

Përmet

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A Përmet si arriva solo tramite una strada polverosa che serpeggia ubriaca tra le montagne, seguendo il fiume nell’ultimo tratto. Dentro l’unico minibus per arrivarci si respira un cocktail asfissiante di afa mista a ghiaia che impregna le narici, mentre le curve si prendono amorevole cura dello stomaco.

La tranquillità bucolica della destinazione, però, vale il viaggio: circondato dalla natura su ogni fronte, il reticolato di tre strade di Përmet ti mette a tuo agio fin dal primo momento e la gente non vede l’ora di fare due parole con te anche se non si parla la stessa lingua. Nelle vicinanze si possono fare varie escursioni: io consiglio le terme naturali (gratuite) di Bënjë a pochi chilometri dal paese (arriva presto se vuoi evitare le folle di albanesi in vacanza). Oltrepassato il bellissimo ponte di pietra, reclama per te una mini-pozza di gorgogliante acqua tiepida e rilassati!

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Gjirokastër

Per me, Gjirokastër o Gjirokastra o Argirocastro o “la città di pietra” è una tappa imperdibile di qualsiasi viaggio in Albania. Dal castello, legato alla leggenda della principessa Argjiro, ai negozietti di artigianato locale dove si possono trovare tappeti, oggetti in ceramica, vestiti tradizionali e chi più ne ha più ne metta; dal tramonto che tinge di viola la città vecchia, ai musei, alla casa di Ismael Kadare: è un posto che mi ha conquistata. Ci sono stata prima di leggere “La città di pietra” di Kadare, ma non vedo l’ora di tornarci a cercare le impronte di quel passato con occhio più attento e consapevole.

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La costa: Sarandë, Himarë, Dhërmi, Vlorë

Ho accorpato tutti questi posti non perché siano uguali, ma perché sono tutte località di mare.

Sarandë e Vlorë sono vere e proprie città e ricevono numeri piuttosto consistenti di turisti in villeggiatura. Possono andare bene per chi ha bisogno di tutti i servizi della città e allo stesso tempo vuole godersi la spiaggia, ma non le sceglierei per disconnettermi dal mondo esterno.

Himarë è più piccola, ha un lungomare piuttosto vivace e la tipica atmosfera festiva da vacanza, ma è possibile trovare qualche spiaggia segreta tipo quella di Filikurit, dove si arriva solo calandosi con delle corde, o sentieri immersi nella natura da cui si vede tutta la costa nel silenzio e nella pace del proprio interiore.

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Dhërmi, ancora più piccola, non ha un vero e proprio centro: di fatto è una strada che fiancheggia la spiaggia con un minimarket, vari ristoranti e bar e poco altro. Se sei volenterosə e dispostə a fare quei 100 metri di strada in più arrampicandoti su qualche roccia, ci sono fazzoletti e cunei di spiaggia deserta dove puoi crearti il tuo antro felice e tranquillo e goderti l’acqua cristallina del mare e il riverbero dei tuoi pensieri. In questa zona, il campeggio è un’ottima opzione: noi siamo state al Sea Turtle Camp (con un nome così, potevamo esimerci?) con la nostra beneamata tenda per quasi una settimana e abbiamo apprezzato molto l’ambiente tranquillo e familiare.

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Ci mancano ancora varie aree più remote da esplorare, ma per un primo assaggio questo itinerario ti permetterà di vedere un po’ tutto. Per sperimentare le bellezze del lago Ohrid senza scavallare in Macedonia del Nord, fai tappa a Pogradec. Noi non siamo state, ma ci è stata caldamente consigliata da tutt3.

Come arrivare in Albania

Dal Montenegro: un comodo bus che parte dalla stazione dei bus di Podgorica in Montenegro, ti permetterà di iniziare agevolmente l’avventura da Shkodër.

Dalla Macedonia del Nord, non c’è un bus diretto per entrare in Albania, ma il minibus che da Ohrid va al monastero di Sveti Naum ti porta piuttosto vicino. Visita il monastero e incamminati sul sentiero che porta al confine (la possibilità di perdersi e finire in una base militare a caso è pari al 100% ma alla fine qualcuno ti metterà sulla retta via, sono abituati). Pochi metri dopo l’uscita dalla Macedonia, c’è il controllo per l’entrata in Albania. Da lì, puoi negoziare un taxi che ti porti a Pogradec o fare l’autostop (vedi sotto).

Dalla Grecia: se sei a fare bagordi in Grecia e vuoi passare dall’Albania prima di tornare a casa, prendi un traghetto o un bus per Sarandë, ben servita a sua volta da autobus per varie destinazioni in direzione nord.

Dall’Italia: per chi arriva sulle proprie zampe, il traghetto da Ancona o Bari fino a Durazzo è la via più semplice, rilassante, pittoresca ed economica. Da Durazzo, io andrei mi dirigerei prima verso nord per passare alla costa e alle città più a sud, ma il giro si può fare comodamente in entrambe le direzioni.

 

Come spostarsi se non si è motorizzati

Come hai visto nel paragrafo precedente, arrivare dall’estero in Albania senza macchina è facile sia in bus che in traghetto. [Ovviamente c’è anche l’opzione aereo, ma io non lo contemplo neanche per queste ragioni.]

All’interno del paese, soprattutto tra i paesini più piccoli i collegamenti sono sporadici (parliamo di un paio di bus al giorno), ma basta un po’ di organizzazione per arrivare più o meno dappertutto senza troppi problemi. Il sito più attendibile per gli orari dei bus è Balkan Viator, ma non troverai traccia online di molti dei bus tra destinazioni minori, quindi l’opzione migliore è sempre domandare nell’ostello, hotel, campeggio dove alloggerai.

Se invece ti piace vivere alla giornata e decidi all’ultimo quale sarà la tua destinazione successiva, l’autostop è la scelta migliore. Fermo restando che bisogna sempre esercitare un po’ di cautela e buon senso, l’autostop è una pratica molto diffusa in Albania e in generale abbastanza sicura, che ti permette di arrivare di fatto dappertutto secondo gli orari che più ti aggradano (evita la notte però). Noi abbiamo girato per tratte estese in autostop e conosciuto ogni tipo di umanità: leggi il diario di viaggio per farti due risate.

 

Alloggiare in Albania

La nostra esperienza è in ostelli, campeggi, b&b a conduzione familiare. I prezzi albanesi sono anni luce da ciò che troveresti in Italia o in Croazia o nelle zone più turistiche del Montenegro. Ovviamente dipende dalla stagione e dalla zona, ma noi pagavamo circa 8 euro per notte in campeggio e in camerata in ostello con colazione inclusa. Si possono trovare buone stanze private in piccoli b&b, sempre con colazione e spesso con bagno privato, per circa una ventina di euro.

Abbiamo amato molto questi b&b a conduzione familiare, dove è la padrona di casa che viene a portarti di persona la colazione con le sue marmellate fatte in casa e puoi fare due parole con la gente del posto. Non mi scorderò mai la luce negli occhi della signora di Gjirokaster ogni volta che qualcuno le faceva i complimenti per la sua cucina o la ragazza che, mortificata per averci fatte aspettare, ci ha regalato un cesto di pesche e mele. L’ospitalità albanese è davvero di livello superiore e, soprattutto, è autentica.

b&b valbona albania ostello shkoder albania

 

 

 

 

 

 

 

 

Dall’Albania per ora è tutto, facci sapere se hai domande, se hai posti da consigliarci per il prossimo viaggio in Shqipëria [sappiamo già che torneremo] o qual è stata la tua esperienza!

This Post Has 2 Comments

  1. simona

    Ciao, grazie per il tuo diario hai risolto le mie vacanze estive con il tuo entusiasmo per l’Albania, posso chiederti magari che ostelli hai utilizzato e se hai magari ancora foto delle mappe degli itinerari in montagna?

  2. matilda

    Ciao Simona, grazie! Vedrai, non te ne pentirai, è una destinazione bellissima.
    Ti do tutte le informazioni che ho con molto piacere!
    Dunque, per gli ostelli esiste un programma che si chiama I Travel Balkans (https://www.itravelbalkans.com/), che ti dà sconti o forse una notte in omaggio se non erro ogni tot. notti passate nei vari ostelli convenzionati presenti in tutti i paesi balcanici. Nel caso ti interessasse, ti prendi il foglietto appena arrivi in uno e poi collezioni i timbri. Ti metto qui sotto i nomi degli ostelli in cui ho alloggiato io:
    – Skoder: The Wanderers Hostel, hanno rinnovato la struttura da poco e sono super gentili. Hanno il noleggio biciclette e ti aiutano anche con l’organizzazione degli spostamenti se ne hai bisogno.
    – Valbona: Guesthouse Arben Selimaj
    – Himare: Himare Downtown Hostel (un po’ caotico ma proprio sulla spiaggia)
    – Dhermi: Sea Turtle Camping (campeggio con colazione inclusa, io avevo la mia tenda, ma ne hanno anche di già fisse, anche doppie)
    – A Berat avevo trovato sul posto chiedendo in giro, ma c’è un ostello che si chiama Berat Backpackers Hostel
    – Gjirokaster: la guesthouse deve aver cambiato nome perché non la trovo più. L’ostello più rinomato della città è il Stonecity Hostel, ma se cerchi nella zona intorno al museo etnografico ci sono un sacco di guesthouse a conduzione familiare super carine a poco prezzo

    Le foto delle mappe non riesco a condividerle in questi commenti, ma posso inviartele via email se vuoi, oppure se mi scrivi un messaggio privato su Instagram @globetrottoise, te le passo da lì. 🙂

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